Da un po’ di tempo sono preso da pensieri lugubri.
Notturni. Spesso penso alla morte, alla fine, al fatto che –dopo- non ci sei
più e per quanto può riguardarti, non ci sei mai stato.
Come si dice? Chi muore tace e chi vive si da pace.
Già.
Non so perché, davvero non lo capisco ma provo un
senso di compiacimento al pensiero che ormai sono arrivato all’ultimo pezzo,
alle ultime cose, e che posso ben aspettarmi che nessuno si aspetti più nulla
da me.
Un lusso, direi.
Uno dei pochi aspetti positivi, oltre al chetarsi
delle passioni, ma di questo parlerò dopo, è che non devi più pretendere da te
stesso di modificare ciò che ti sta intorno.
Semplicemente, un giorno, capisci che le cose vanno
come vogliono e quello che puoi fare per modificarle è un bel niente, ed è
un’illusione credere davvero di fare la differenza.
Pensateci un attimo: quante cose avete iniziato e
magari anche finito nella vostra vita, convinti di aver fatto la differenza.
Quanti rapporti avete iniziato e coltivato pensando
che sarebbero proseguiti secondo i vostri desideri, e invece sono miseramente
naufragati esattamente come se non ve ne foste mai curati nemmeno un po’.
E allora, finalmente, arrivati alla mia età potete
tranquillamente abbandonarvi al fato, a lasciare che le cose accadano, che siano
belle o brutte, gradite o no.
Ecco quale è la vera conclusione, il vero
insegnamento: la vita se ne frega di noi, di noi tutti. Il conquistarsi la vita
eterna è una cazzata buona solo a farti alzare ogni mattina invece che
restartene a letto a dormire, se fosse quello ciò che desidereresti davvero
fare. Alla fine si è tutti con l’acqua alla gola esattamente nello stesso modo.
Quindi, a che pro darsi tanto da fare?
Di amori sbagliati, rapporti nefasti, legami su cui in
molti ti mettono in guardia, è pieno il mondo. Chi non si è imbarcato
–credendoci- almeno una volta ben sapendo in fondo al suo cuore che non poteva
che finire male?
Ignorando sistematicamente i segnali, gli avvisi, i
dettagli. Già i dettagli. Quei cari, sottovalutati, maledetti dettagli che fin
dall’inizio ti mettono il germe del dubbio ma non ti dicono abbastanza
chiaramente di scappare.
O forse lo dicono o lo direbbero, ma noi siamo ciechi
e sordi in certi momenti.
Ora, se anche a voi è capitato di imbarcarvi in un
rapporto senza futuro ma che ostinatamente avete voluto credere pieno di viali
frondosi da attraversare, ecco voi potrete ben capire.
Io fortunatamente non ci sono passata, ma immagino l'ansia che deve esserci!
RispondiEliminaSbagliare per poi pentirsene? Ma almeno vivere.
RispondiEliminaOppure meglio non rischiare mai.
Mah...