mercoledì 4 settembre 2013

Forse domani


Da un po’ di tempo sono preso da pensieri lugubri. Notturni. Spesso penso alla morte, alla fine, al fatto che –dopo- non ci sei più e per quanto può riguardarti, non ci sei mai stato.

Come si dice? Chi muore tace e chi vive si da pace. Già.

Non so perché, davvero non lo capisco ma provo un senso di compiacimento al pensiero che ormai sono arrivato all’ultimo pezzo, alle ultime cose, e che posso ben aspettarmi che nessuno si aspetti più nulla da me.

Un lusso, direi.

Uno dei pochi aspetti positivi, oltre al chetarsi delle passioni, ma di questo parlerò dopo, è che non devi più pretendere da te stesso di modificare ciò che ti sta intorno.

Semplicemente, un giorno, capisci che le cose vanno come vogliono e quello che puoi fare per modificarle è un bel niente, ed è un’illusione credere davvero di fare la differenza.

Pensateci un attimo: quante cose avete iniziato e magari anche finito nella vostra vita, convinti di aver fatto la differenza.

Quanti rapporti avete iniziato e coltivato pensando che sarebbero proseguiti secondo i vostri desideri, e invece sono miseramente naufragati esattamente come se non ve ne foste mai curati nemmeno un po’.

E allora, finalmente, arrivati alla mia età potete tranquillamente abbandonarvi al fato, a lasciare che le cose accadano, che siano belle o brutte, gradite o no.

Ecco quale è la vera conclusione, il vero insegnamento: la vita se ne frega di noi, di noi tutti. Il conquistarsi la vita eterna è una cazzata buona solo a farti alzare ogni mattina invece che restartene a letto a dormire, se fosse quello ciò che desidereresti davvero fare. Alla fine si è tutti con l’acqua alla gola esattamente nello stesso modo.

Quindi, a che pro darsi tanto da fare?
 
Di amori sbagliati, rapporti nefasti, legami su cui in molti ti mettono in guardia, è pieno il mondo. Chi non si è imbarcato –credendoci- almeno una volta ben sapendo in fondo al suo cuore che non poteva che finire male?

Ignorando sistematicamente i segnali, gli avvisi, i dettagli. Già i dettagli. Quei cari, sottovalutati, maledetti dettagli che fin dall’inizio ti mettono il germe del dubbio ma non ti dicono abbastanza chiaramente di scappare.

O forse lo dicono o lo direbbero, ma noi siamo ciechi e sordi in certi momenti.

Ora, se anche a voi è capitato di imbarcarvi in un rapporto senza futuro ma che ostinatamente avete voluto credere pieno di viali frondosi da attraversare, ecco voi potrete ben capire.

2 commenti:

  1. Io fortunatamente non ci sono passata, ma immagino l'ansia che deve esserci!

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  2. Sbagliare per poi pentirsene? Ma almeno vivere.
    Oppure meglio non rischiare mai.
    Mah...

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